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domenica 30 ottobre 2011

Amazing moleskine artwork


Adoro gli artwork sui moleskine, trovo che alcuni siano dei veri capolavori in miniatura.
Questo poi è incredibile. Il livello di dettaglio è impressionante e la tecnica altrettanto.
From San Antonio: Paul Heaston

mercoledì 29 dicembre 2010

Piccoli curatori crescono


Anche a Genova qualcosa inizia a muoversi e alcuni coraggiosi stanno avviando interessanti progetti artistico-culturali (sebbene il Sallusti pensi che l'arte come la storia siano materie inutili..in ITALIA!!!).
Tra questi vi segnalo Ko.Ji.Ku, cioè il consorzio dei giovani curatori, un gruppo di studenti dell'Università di Genova che sta dimostrando come anche nel capoluogo ligure si possano concretizzare delle buone idee.

Animazione senza testa

Questi ragazzi spagnoli affermano di non essere ancora riusciti a realizzare delle opere complete, ma a quanto pare non si scoraggiano e continuano a sfornare nuovi progetti, sperando di essere prima o poi notati...a vedere i loro trailer direi che non ci vorrà ancora molto tempo!!!

I'm a monster from Headless Productions on Vimeo.



http://headlessproductions.blogspot.com/

domenica 12 settembre 2010

Meredith Dittmar polymer creations


Le oniriche composizioni in polimeri di Meredith Dittmar sono apparse in svariate gallerie d'arte in giro per il globo, in famosi spot televisivi e film. Grazie ad un uso del tutto nuovo delle tecniche rese famose dai simpatici "Wallace and Grommit", l'artista di Portland riesce a creare piccoli capolavori che molto hanno da spartire con la visualità tipica per esempio di alcuni spot di MTV.
Sul sito www.corporatepig.com potete trovare decine di immagini dei suoi lavori e numerose info.

The Glasgow boys

In the 1880s a group of young, mainly Scottish artists started to attract attention with works which reacted against the formulaic landscapes and narrative subjects of late Victorian Scottish art. The group became known as the ‘Glasgow Boys’, an informal association of some 20 artists. Its leading figures were James Guthrie, George Henry, E. A. Hornel, John Lavery and E. A. Walton.

The Glasgow Boys’ paintings of the 1880s were among their most radical. Their compositions showed a strong interest in rustic realism, in working in the open air in front of their subject, and in French-inspired tonal and compositional technique.

(from: http://www.hunterian.gla.ac.uk)

martedì 7 settembre 2010

Vitaliano: eroi e miti


Da giovedì 9 settembre a Palazzo Ducale sarà possibile visitare la prima mostra personale pubblica dell'artista Vitaliano: Eroi e Miti. Memento Audere Semper raccoglie una serie di tele di grande formato dedicate all'archetipo dell'eroe, tra miti classici e attualità.

In mostra 24 opere eseguite a tecnica mista, in cui l'artista affronta l'eroismo in ogni ambito della vita, dallo sport all'arte alla spiritualità.
(da mentelocale.it)

domenica 28 marzo 2010

Louzla Darabi

Sfogliando tra le pagine della patinatissima rivista di casa Mercedes mi è capitato di leggere un breve articolo su una giovane artista algerina: Louzla Darabi.
Più che le parole spese a descrivere la sua rapida ascesa nella scena artistica europea, hanno istantaneamente catturato la mia attenzione i colori accesi, le tematiche scabrose ed una serie di studi del cielo che paiono scaturiti da uno dei sognanti pomeriggi di Wordsworth nel lake district.

martedì 23 marzo 2010

lunedì 22 marzo 2010

I romanzi in tre righe di Felix Fenèon

Fenéon ritratto da Paul Signac, 1890

Personaggio totalmente fuori dagli schemi Felix Fenéon fu artista, scrittore, critico, ma anche un dandy anarchico nella Parigi della Belle Epoque. La sua penna si posò sulle pagine di importanti riviste e quotidiani tra cui "Le Matin" per il quale creò le "nouvelles en trois lignes". Brevissimi resoconti di cronaca nera caustici e diretti come una fotografia.

"A Dunkerque un certo Scheid ha sparato per tre volte alla moglie senza mai riuscire a colpirla. A quel punto ha rivolto l'arma verso la suocera. Centro"

domenica 21 marzo 2010

Hopper in Italia

Finalmente giunge in Italia uno dei miei artisti preferiti, l'americano Edward Hopper con la sua luce, la sua malinconia e i suoi paesaggi "comuni".
Un ottima occasione per conoscere uno dei più importanti artisti del secolo scorso.

"Per la prima volta in Italia, Milano e Roma rendono omaggio all'intera carriera di Edward Hopper (1882-1967) il più popolare e noto artista americano del XX secolo, con una grande rassegna antologica senza precedenti nel nostro paese.La mostra presenta oltre 160 opere, tra cui celebri capolavori come Summer Interior (1909), Pennsylvania Coal Town (1947), Morning Sun (1952), Second Story Sunlight (1960), A Woman in the Sun (1961) e diversi quadri mai esposti, come la bellissima Girlie Show (1941). Un percorso che attraversa tutta la produzione di Hopper e tutte le tecniche di un artista considerato oggi un grande classico della pittura del Novecento.

L'evento è promosso dal Comune di Milano - Cultura e dalla Fondazione Roma in collaborazione con il Whitney Museum of American Art di New York e la Fondation de l'Hermitage di Losanna. La tappa milanese e' organizzata e coordinata da Palazzo Reale e Arthemisia Group. La rassegna si terrà a Palazzo Reale a Milano dal 14 ottobre 2009 al 31 gennaio 2010 e sarà sponsorizzata dal Gruppo Roche, azienda leader nell'area della salute.

Tra le figure più originali dell'arte del Novecento, Edward Hopper - pittore statunitense nato a Nyack nel 1882 e morto a New York nel 1967 - è divenuto popolare in tutto il mondo per la sua pittura austera, insensibile alla modernità che pure le avanguardie europee di inizio secolo prospettavano.
Hopper aveva il gusto per una pittura ordinata, dal tratto nitido e lineare. Questa impostazione, che ad un primo esame poteva apparire accademica, in realtà era coniugata da un rapporto critico con le regole e veniva filtrata dalla sua forte sensibilità. Fin dagli esordi della sua carriera artistica, Hopper è interessato alla composizione figurativa urbana e architettonica in cui inserire un unico personaggio, solo e distaccato psicologicamente, come se vivesse in una dimensione isolata. Il suo genio artistico gli ha permesso di costruire una tavolozza coloristica del tutto originale e riconoscibile, un uso della luce teatrale - grazie anche allo studio degli impressionisti e in particolare di Degas - che poi faceva sposare con inquadrature di tipo fotografico.

Subito dopo la mostra si terrà a Roma, presso il Museo della Fondazione Roma, dal 16 febbraio al 13 giugno 2010, e presso la Fondation de l'Hermitage di Losanna, dal 25 giugno al 17 ottobre."

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